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E’ Cherry Bank il nome della nuova banca nata dalla fusione tra Banco delle Tre Venezie e Cherry 106 – BeBeez


Giovanni Bossi

E’ stata battezzata Cherry Bank la nuova banca nata dalla fusione per incorporazione del servicer Cherry 106 spa nell’istituto di credito padovano Banco delle Tre Venezie (si veda qui il comunicato stampa).

La fusione era avvenuta a inizio ottobre 2021, dopo che le rispettive assemblee degli azionisti, svoltesi a settembre, avevano approvato con ampie maggioranze il progetto promosso da Giovanni Bossi, oggi socio di maggioranza relativa con il 40,7% e amministratore delegato della nuova realtà (si veda altro articolo di BeBeez).

A seguito della fusione con Banco Tre Venezie,  i preesistenti soci BTV detengono oggi il 49% del capitale sociale della banca post-fusione, mentre gli ex soci Cherry 106 detengono ora il 51%, con appunto Bossi in maggioranza relativa.

Ricordiamo che Cherry 106 spa era la ex Cassiopea NPL, un intermediario finanziario iscritto al registro di Banca d’Italia di cui all’art. 106 Testo Unico Bancario (TUB), di cui Bossi aveva acquisito il 65% nel  novembre 2019 (si veda altro articolo di BeBeez). Nel 2020 la società è poi cresciuta di organico nelle tre sedi di Roma, Milano e Padova e ha ampliato le aree di attività, dopo i settori degli Npl e della tecnologia applicata al credito (Cherry Bit, la piattaforma di intelligenza artificiale sviluppata da Cherry srl fondata sempre nel 2020 da Giovanni Bossi, si veda altro articolo di BeBeez), si sono infatti aggiunti i servizi legali con la nascita della società tra avvocati Cherry Legal (si veda altro articolo di BeBeez) e la compravendita di crediti fiscali, grazie al lancio, insieme a Banco Bpm, della piattaforma fintech SuperB Cherry106, dedicata all’acquisto di crediti fiscali derivanti dagli interventi di riqualificazione energetica superbonus, ecobonus, sismabonus (si veda altro articolo di BeBeez).

In occasione della fusione, Giovanni Bossi aveva spiegato: “Con la fusione si prefigura la nascita di un operatore altamente specializzato e innovativo sia per modello di business sia per dotazione tecnologica, con una forte attenzione ai temi di tutela ambientale e in generale a tutto l’ambito ESG. L’obiettivo è proseguire l’attività bancaria di supporto alle imprese e agli imprenditori del Triveneto, ampliando l’attività con il supporto della digitalizzazione dei processi e l’intervento in settori che necessitano di un operatore rapido
nell’intercettare i bisogni del mercato, in grado di offrire qualità, velocità di risposta e servizio personalizzato. Sarà data particolare attenzione ai clienti privati nella gestione dei loro patrimoni, con focus sull’innovazione di prodotto e servizio. Centrale anche l’attività di acquisto e gestione di portafogli di crediti deteriorati, concentrando gli investimenti sul segmento unsecured, corporate e retail/consumer e su segmenti di portafoglio più difficili da trattare; attraverso un intensivo utilizzo della tecnologia, infine, si punterà ad aumentare la base clienti, diversificare le fonti di raccolta e fornire servizi di investimento innovativi”.

La nuova denominazione richiama la forte vocazione all’innovazione della nuova banca, con un’allusione al concetto di “cherry picking”, ossia alla capacità di selezionare le opportunità che creano valore per i clienti e per la banca. A fianco del nuovo nome, è stato realizzato un ampio progetto di restyling della corporate identity e l’elaborazione di un nuovo marchio. E’ stato inoltre ultimato il trasferimento di tutte risorse che operano su Padova presso gli uffici nel Net Center, ambiente moderno che favorisce l’integrazione, restano operative le sedi di Milano e Roma e tutte le filiali: Padova, Mestre-Venezia, Treviso, Vicenza e Verona.

Giovanni Bossi, ceo di Cherry Bank, ha commentato: “Gli investimenti più importanti che faremo avranno l’obiettivo di valorizzare il patrimonio umano del nostro istituto, che conta 165 persone. Oggi il 21% ha meno di 30 anni e il 62% meno di 40 anni”. E ha aggiunto Bossi: “Abbiamo adottato un modello di governance innovativo e sostenibile e stiamo progettando il nuovo headquarter della banca, un edificio privo di barriere architettoniche e totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico, che sia anche un green HUB a disposizione delle aziende. Applichiamo i criteri ESG nella definizione del merito creditizio, con l’obiettivo di supportare la crescita di quelle imprese che, nel lungo periodo, producano positività nel sistema in cui operiamo; infine, come detto, mettiamo al centro della nostra strategia le persone. Le donne, in particolare, rappresentano il 49% del personale di Cherry Bank e per il 39% ricoprono ruoli manageriali”.

Il consiglio di amministrazione della banca, che era stato nominato lo scorso novembre, è composto da: Giuseppe Benini (presidente), Gabriele Piccolo (Vicepresidente), Stefano Aldrovandi, Giovanni Bossi, Elisa Cavezzali, Laura Gasparini, Emanuele Leoni, Bruno Pedro Colaco Catarino, Marina Vienna (si veda qui il comunicato stampa).

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