

Giuseppe Conte l’aveva presa quasi come una questione personale, o comunque più politica che tecnica. Mario Draghi era critico del Superbonus 110 per cento, e voleva riformarlo, perché ce l’aveva con l’“agenda ecologista e progressista” del M5s, perché voleva cancellare quanto fatto dal governo Conte. Evidentemente erano delle proiezioni psicologiche figlie di un trauma irrisolto, perché a ben vedere i problemi del Superbonus ci sono e sono pure grossi. L’ultima istituzione a certificarlo è il Fondo monetario internazionale, che ha appena pubblicato un lungo rapporto sull’Italia nell’ambito del cosiddetto Article IV.
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