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Bonus 110%, sconto fiscale e ritardi per abbattere le barriere architettoniche – L’Eco di Bergamo

La precisazione delle Finanze senza le nuove regole

Le Finanze precisano le regole, ma si scordano di approvare i decreti attuativi di quelle stesse norme. Non solo: l’allarme delle imprese va ben oltre: segnalano infatti che i nuovi progetti messi a punto per i committenti, gli interventi di eliminazione delle barriere sono stati inseriti, sono stai messi anche nei preventivi con tanto di valutazione del costo e dell’investimento complessivo da sostenere. Ma, avvertono le imprese, non sappiano ancora come applicare quelle stesse regole, con quali criteri tecnici e, soprattutto, con quali limiti oltrepassati i quali si finisce in regime di sanzione.
Resta quindi un buona opportunità, ma ancora una volta si rischia di vanificare un’occasione. Anche perché nel frattempo numerosi utenti si sono già avvicinati a questa soluzione, soprattutto nelle abitazioni in cui risiedono persone anziane.

Intanto però, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fornito alcuni chiarimenti, che non equivalgono alle regole di attuazione operativa destinate alle imprese, in relazione all’applicazione del Superbonus 110% per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Si tratta di tutti gli interventi finalizzati a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità. In VI Commissione Finanze è stato chiesto al Mef di chiarire i seguenti punti: se sia confermata la facoltà di fruizione indiretta delle agevolazioni per gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche; quale sia la circostanza del dato anagrafico dei 65enni in riferimento al momento di effettuazione dei lavori; quale sia il limite di spesa; se si debba intendere disapplicato il comma 3 dell’articolo 119 che richiede il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio. In riferimento alla prima richiesta di chiarimento è prevista la possibilità di accedere alle opzioni alternative di cui all’art. 121 del Decreto Rilancio.

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