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Edilizia: settore in ripresa, Superbonus frenato dalla burocrazia – Nextville.it

19 aprile 2021

(Redazione Nextville)

Il 66% delle imprese che operano nella filiera edile è fiducioso di chiudere l’anno in corso con il segno più. Molti però sono ancora gli ostacoli da rimuovere, soprattutto di tipo burocratico.

È un quadro sostanzialmente positivo quello che emerge dai dati elaborati dall’Osservatorio SAIE su un panel di aziende di produzione, distribuzione e servizi per il settore delle costruzioni, in occasione della presentazione del prossimo SAIE Bari (dal 7 al 9 ottobre 2021).

Due aziende su tre ritengono di poter chiudere il 2021 con una crescita del fatturato, mentre soltanto poco più del 10% pensa di subire un calo. A confermare la fiducia delle imprese, ci sono le aspettative sull’andamento generale del mercato per i prossimi tre anni: ben l’86% prevede una crescita del settore (nel 2020 aveva risposto così solo il 56%).

Particolarmente interessante, poi, il focus dell’indagine sugli incentivi per l’edilizia. Secondo le imprese, l’incentivo fiscale più utile è rappresentato dal Bonus ristrutturazioni (giudicato positivamente dal 63%), seguito dall’Ecobonus (62%), dal Superbonus 110% (59%) e dal Sismabonus (56%).

Guardando nello specifico al Superbonus 110%, il 57% del campione ritiene che questo nuovo strumento incentivante peserà per meno del 10% sul fatturato del 2021 e soltanto il 2% delle imprese stima un impatto superiore al 50% del fatturato. Secondo le aziende del settore, i principali ostacoli a un maggiore utilizzo del Superbonus sono rappresentati dall’iter burocratico (77% degli intervistati), dalla scarsa chiarezza normativa (55%), dalla scadenza a breve termine (53%) e dai requisiti di accesso (48%).

Importanti, infine, i numeri che dimostrano la crescente consapevolezza del settore dell’edilizia verso i temi della sostenibilità ambientale: l’aspetto su cui gli imprenditori stanno investendo maggiormente è l’attenzione all’inquinamento e all’impatto ambientale (54%), seguito dall’ecosostenibilità dei prodotti (44%) e dalla riduzione dei consumi (43%).

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