
I vertici di Hera hanno segnalato che i risultati dei nove mesi sono stati superiori alle attese del Piano industriale al 2024.
Hera ha diffuso i risultati finanziari dei primi nove mesi del 2021, periodo chiuso con ricavi per 6,42 miliardi di euro, in aumento del 31% rispetto ai 4,91 miliardi ottenuti nei primi tre trimestri dell’anno precedente, grazie al contribuito di tutti i business; in particolare, nei settori energy hanno inciso i maggiori ricavi per le attività di intermediazione, i maggiori volumi venduti di gas e l’aumento dei prezzi delle commodities energetiche, oltre al business dei servizi energia per le attività legate al bonus facciate e alle opere di efficienza energetica. In aumento anche il margine operativo lordo, che è salito da 806,2 milioni a 883,3 milioni di euro (+9,6%); la marginalità si è attestata al 13,7%. L’utile netto (esclusa la quota di terzi) è stato pari a 308,4 milioni di euro, rispetto ai 233,1 milioni dei primi nove mesi del 2020 (+32,3%).
A fine settembre 2021 l’indebitamento netto di Hera era pari a 3,3 miliardi di euro, in calo dai 3,23 miliardi di inizio anno. Nel periodo gennaio-settembre la società ha investito 377,2 milioni di euro, rispetto ai 333,6 milioni dei primi nove mesi dello scorso anno e hanno riguardato principalmente interventi su impianti, reti e infrastrutture, a cui si aggiungono gli investimenti per la sostituzione massiva dei contatori e l’ambito depurativo e fognario.
I vertici di Hera hanno segnalato che i risultati dei nove mesi sono stati superiori alle attese del Piano industriale al 2024.
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