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Il Superbonus tra rilancio dell’economia e frodi – Volere la luna

1.

Il Superbonus, cioè l’istituto introdotto durante la pandemia che prevede la detrazione del 110% per gli interventi in edilizia e consente la cessione e la commercializzazione dei relativi crediti di imposta, ha certamente dato impulso all’economia ma ha anche mostrato numerosi aspetti critici: dai costi elevati per la finanza pubblica, all’aumento dei prezzi dei componenti impiegati in edilizia e al rischio di frodi. Lo ha detto, senza peraltro trarne alcuna conseguenza, anche il Presidente del Consiglio nella conferenza stampa di fine anno. E una indiretta ma eloquente conferma di tali rischi è venuta da un recentissimo provvedimento della magistratura romana che ha sequestrato crediti di imposta fittizi per un importo complessivo di oltre un miliardo di euro. Un tale scenario reclama qualche approfondimento.

2.

Come noto, nel nostro ordinamento vi è un ricco assortimento di interventi legislativi (tra cui il bonus facciate, l’ecobonus, il sismabonus) diretti a stimolare gli investimenti in campo edilizio, orientandoli verso obiettivi positivi e meritevoli di riguardo, come la valorizzazione del patrimonio edilizio, il risparmio energetico e la salvaguardia dell’ambiente. Questo quadro – già densissimo di particolari e di dettagli – è stato profondamente ridisegnato a seguito dell’emergenza sociale ed economica scaturita dalla pandemia Covid 19 e delle connesse esigenze di sostegno dell’economia e di stimolo degli investimenti. Dalla necessità di rivitalizzare un’economia messa in ginocchio dal virus è scaturita una vera e propria legislazione economica e fiscale d’eccezione che, nel settore delle agevolazioni riguardanti l’edilizia, si è tradotta in diversi interventi, dal “decreto rilancio” (decreto legge n. 34 del 2020) sino alla recentissima legge di bilancio del 2022, che ha ampliato e prorogato la sfera delle misure di sostegno. Ad occupare il centro del nuovo “quadro” è stata posta, con il “decreto rilancio”, una inedita e potente figura: il superbonus, che ha elevato al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Le novità riguardano l’elevazione del contributo alla soglia del 110% ma anche, e forse soprattutto, la possibilità di cedere il credito d’imposta a soggetti terzi, compresi istituti di credito e intermediari finanziari. Tutti coloro che hanno sostenuto negli anni 2020 e 2021 spese per gli interventi oggetto dei bonus edilizi hanno, infatti, avuto la possibilità di optare per una duplice alternativa alla detrazione diretta del credito di imposta. La prima è consistita nella possibilità di ottenere un contributo sotto forma di “sconto” sul corrispettivo dovuto, anticipato dalle imprese e dai fornitori autori degli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta di importo pari alla detrazione spettante. La seconda alternativa è stata rappresentata dalla cessione del credito, cioè dall’ampia facoltà di cessione del credito d’imposta a terzi, che a loro volta possono scambiare il credito acquisito dando vita a una sorta di mercato delle cessioni. Ed è il caso di ricordare che cessione del credito e sconto in fattura hanno riguardato “tutti” i potenziali beneficiari delle detrazioni, compresi gli incapienti, cioè coloro che, in concreto, non avrebbero potuto fruire del meccanismo delle detrazioni in quanto non tenuti al versamento delle imposte. 

3.

Nel confronto pubblico sulla nuova misura non sono mancate le critiche provenienti da sedi indipendenti ed autorevoli: tra le altre l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), la Banca d’Italia e l’ENEA (ente pubblico di ricerca che opera nei settori dell’energia, dell’ambiente e delle nuove tecnologie a supporto delle politiche di competitività e di sviluppo sostenibile). Si sono così indicati, sul piano generale, gli elevati costi complessivi dell’operazione e il forte aumento dei prezzi dei componenti edilizi dovuto all’aumento della domanda con connessa potente spinta inflazionistica. In particolare, poi, è stato evidenziato che agevolazioni totali per le riqualificazioni edilizie rischiano di alimentare frodi di diversa misura e pericolosità e, confrontando il superbonus con l’ecobonus attivo dal 2014 fino al 2020 con detrazione al 65%, si è sottolineato che, mentre secondo le regole di quest’ultimo il proprietario dell’immobile tenuto al pagamento di circa un terzo delle spese operava come il naturale controllore dei costi dell’intervento e della sua reale efficienza, questi aspetti sono stati relegati in secondo piano per effetto della generosità del nuovo incentivo. 

4.

In tale contesto si inserisce l’iniziativa della Procura della Repubblica di Roma che ha disposto in via d’urgenza il sequestro preventivo dei crediti di imposta nella disponibilità di una pluralità di società, nonché di quelli dalle stesse ceduti per l’importo di oltre un miliardo di euro. Agli amministratori e ai tecnici delle società coinvolte nell’indagine sono state contestate sia l’emissione di fatture per operazioni inesistenti relative a lavori edili mai effettuati sia l’emissione di documenti informatici nei quali gli esponenti di società si presentavano all’Agenzia delle Entrate come «cedenti» di crediti fiscali non esistenti. Operazioni entrambe compiute al fine di consentire l’evasione di imposte mediante utilizzo in compensazione di crediti inesistenti. Inoltre è stato ravvisato il reato di truffa pluriaggravata per l’artificiosa creazione e commercializzazione di crediti di imposta fittizi di elevato importo, poi ceduti direttamente o tramite persone fisiche e giuridiche, inducendo in errore gli inconsapevoli ultimi cessionari dei crediti (tra cui gli enti pubblici Cassa Depositi e Prestiti e Poste Italiane spa). Per intendere le contestazioni avanzate dai pubblici ministeri occorre ricordare che, nelle ipotesi di utilizzo del credito mediante cessione (“sconto in fattura” e “cessione del credito a terzi”), chi ha effettuato la spesa deve comunicare all’Agenzia delle Entrate – in via telematica attraverso un apposito modello trasmesso alla Piattaforma Cessione Crediti – la sua volontà di cedere il credito mentre il cessionario deve accettare la cessione. Modalità e finalità della procedura finalizzata a gestire correttamente le cessioni dei crediti fiscali autorizzate dal legislatore sono descritte dalla stessa Agenzia che ha messo a punto un’apposita procedura web, denominata “Piattaforma Cessione Crediti”, nella quale far confluire tutti i vari passaggi dei crediti d’imposta “cedibili” a terzi. Alla contestazione della falsità delle fatture emesse per comprovare l’esecuzione di lavori mai effettuati (l’ipotesi classica delle fatturazioni per operazioni inesistenti) la Procura ha affiancato la contestazione della falsità dei documenti informatici inseriti nel portale dell’Agenzia delle Entrate per documentare le cessioni dei crediti fiscali inesistenti. 

5.

Riguardata sotto un profilo criminologico l’indagine romana fa emergere con chiarezza che il congegno imperniato sulla monetizzazione dei crediti fiscali e sulla loro piena cedibilità a terzi offre il fianco tanto a spregiudicate falsificazioni ai danni dell’erario quanto a operazioni truffaldine a danno degli ultimi inconsapevoli cessionari dei crediti fiscali fittizi da parte di chi disponga di “società fungo”, disposte a funzionare come “cartiere” non più solo di fatture false ma anche di falsi crediti fiscali. Nel parlare di “società fungo” ci si riferisce a soggetti economici aventi in origine dimensioni ed attività modeste, improvvisamente lievitate da quando è entrato in vigore il superbonus, che hanno iniziato ad emettere l’una a favore dell’altra fatture per importi di centinaia di milioni di euro costituenti il presupposto di crediti di imposta anch’essi oggetto di cessioni reciproche. Una volta creati, i crediti fittizi – equiparabili a titoli di credito falsi perché privi di ogni effettivo sottostante – possono essere immessi in un giro di cessioni che termina con un’ultima cessione a terzi inconsapevoli, che subiscono il danno dell’intera operazione truffaldina. 

È evidente che, sul piano della devianza fiscale, un incentivo pari al 110% dell’importo dei lavori effettuati rischia di favorire abusi e accordi collusivi ai danni del Fisco perché attenua o azzera il contrasto di interessi tra committente e fornitori di beni e servizi e con esso il fisiologico controllo tra privati. Quando poi si passa a un’altra dimensione criminale ed entrano in campo i professionisti della falsificazione di fatture e di crediti di imposta, il giro di monetizzazioni e cessioni dei crediti fiscali può divenire il campo di manovre illecite di enorme entità. Con l’effetto di aggiungere ai costi già rilevantissimi del superbonus i cospicui danni patrimoniali ed erariali scaturenti dalle frodi. 

Vale la pena di rilevare che il bilancio delle frodi connesse al superbonus supera già abbondantemente quello delle frodi sul reddito di cittadinanza. E però, mentre su queste ultime si sono incentrate aspre polemiche politiche, con il corredo di ricorrenti proposte di abolizione della misura, il superbonus è stato accolto con indiscriminato favore da tutte le forze politiche, evidentemente liete di partecipare a un’operazione di distribuzione di benefici su larga scala e insensibili sia all’incidenza negativa delle misure sul debito pubblico sia agli elevati rischi di commissione di reati tributari ed economici. 

Occorrerà ora verificare se l’incisiva attività svolta dall’Agenzia delle Entrate e l’ingresso in campo del magistrato penale saranno in grado di funzionare come deterrente delle frodi e di contrastare efficacemente il nuovo fenomeno criminale, ponendo almeno in parte riparo alle criticità generate dall’inedito meccanismo del Superbonus. 

Una versione più ampia dell’articolo, con note e riferimenti bibliografici, può leggersi in Questione giustizia (https://www.questionegiustizia.it/articolo/il-superbonus-sulle-frodi-interviene-il-magistrato-penale).

Source: volerelaluna.it

Link all’articolo Originale tutti i diritti appartengono alla fonte.

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