

Per il 2022, il Governo ha stanziato 700 milioni di euro per il settore automotive (1 miliardo all’anno negli anni successivi fino al 2030). Cifra che poi sarà ripartita tra incentivi e aiuti vari all’industria auto italiana. Sappiamo che questa ripartizione arriverà attraverso un provvedimento attuativo frutto di un accordo tra il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e il Ministro della transizione ecologica.
Dunque, a quanto ammonteranno davvero i fondi per i nuovi incentivi? Un aggiornamento molto importante arriva attraverso il deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe Chiazzese che, dalla sua pagina Facebook, ha fornito diversi dettagli interessanti.
Ovviamente non si tratta ancora di una posizione ufficiale in quanto il provvedimento attuativo non è stato pubblicato. Tuttavia, agli incentivi sembra che andranno, per il 2022, 600 milioni di euro. 100 milioni, invece, saranno utilizzati come aiuti di vario tipo alle imprese del settore auto.
Più nello specifico, 450 milioni di euro andranno alle vetture che rientrano nella fascia 0-60 g/km di CO2 e cioè le elettriche e le Plug-in. 150 milioni di euro, invece, andranno alle auto nella fascia 61-135 g/km di CO2. Non ci saranno, comunque, solo dei limiti sulle emissioni per il nuovo Ecobonus ma anche di prezzo.
Secondo quanto è stato raccontato, si parla di 45 mila euro più IVA per le auto nella fascia 0-60 g/km di CO2 e di 25 mila euro più IVA per le vetture nella fascia 61-135 g/km di CO2. Inoltre, l’onorevole Chiazzese aggiunge che dovrebbe essere stato inserito anche il vincolo dei 12 mesi. Dunque, nel caso una persona acquisti un’auto con gli incentivi, non potrà effettuare il passaggio di proprietà prima di un anno.
Una misura che sarebbe stata resa necessaria in quanto, con gli ultimi incentivi del 2021, i fondi erano andati esauriti in un manciata di giorni, segno che dietro a questa richiesta non c’erano i cittadini. In passato si era spesso parlato dal fatto che dietro a questo fenomeno ci fosse stato un uso in massa della pratica delle autoimmatricolazioni da parte delle concessionarie.
Informazioni, dunque, molto interessanti anche se, come accennato in precedenza, fino a che non sarà pubblicato il provvedimento ufficiale, qualcosa potrebbe ancora cambiare.
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