

Ilaria Raucci, ogni volta che si fa una pedalata per andare a lavorare nella sede di Coop Lombardia di viale Famagosta, guadagna traffico internet per il suo smartphone. Gli avvocati dello studio legale internazionale Osborne Clarke, quando devono spostarsi dal loro ufficio in corso di Porta Vittoria, hanno a disposizione una flotta di bici parcheggiate in cortile. Mentre i lavoratori della Siemens di via Vipiteno, nel quartiere Adriano, possono prelevare le loro due ruote direttamente alla stazione di Greco o alla fermata della linea rossa del metrò, a Precotto.
Far pedalare, letteralmente, i lavoratori, è diventata una mission per moltissime realtà milanesi, siano esse aziende o studi professionali: imprese che stanno trasformando la mobilità sostenibile – e in particolare l’incentivo all’uso della bici – in un capitolo irrinunciabile delle loro policy. Perché spostarsi in bici è ormai abitudine di tanti: “C’è una richiesta incredibile di biciclette”, racconta Matia Bonato, presidente di Assobici, l’associazione dei negozianti che fa capo a Confesercenti. Una domanda che, non soddisfatta a causa dei grandi ritardi nella produzione e nella distribuzione, vira sullo sharing.
Guardando, ad esempio, i dati di BikeMi, lo sharing arancione del Comune, l’utilizzo dall’inizio del 2021 ad oggi conta 1.912.168 prelievi. Con un boom delle elettriche: 763.716 contro 473.816 nel 2017. Un trend che le imprese, nei loro piani di sostenibilità, stanno cavalcando: “Da diversi anni stiamo promuovendo l’utilizzo della bici tra i nostri dipendenti – racconta Valeria Braidotti, mobility manager di Siemens – perché è uno degli ingredienti per diventare, nel 2030, un’azienda carbon neutral”. Ecco che allora i 1.800 lavoratori del quartier generale milanese hanno un centinaio di due ruote brandizzate che possono ritirare in un box privato quando scendono dal treno o dalla metropolitana per fare l’ultimo miglio verso l’ufficio pedalando. E per chi ha bisogno dell’aiutino per non faticare troppo, ci sono le e-bike, come quelle posteggiate nel cortile di Osborne Clarke: quattro, in una flotta complessiva di sedici mezzi che si prenotano per un massimo di 36 ore tramite app. Ad installare un parco di colonnine per la ricarica di bici, monopattini e auto elettriche, è il gruppo Lutech. L’azienda, tra i leader nella trasformazione digitale, ha inaugurato da poco la sua sede green a Cinisello Balsamo e qui, spiega il facility manager Mirko Bovo, “per capire le esigenze di spostamento e le ambizioni di sostenibilità dei dipendenti abbiamo diffuso un questionario a cui hanno risposto più di mille persone”. Risultato? “Tra le tante iniziative abbiamo, ad esempio, un pool di auto a disposizione per car sharing e car pooling grazie ai quali si raggruppano in un unico viaggio lavoratori che arrivano dallo stesso territorio”.
Anche Fastweb, nel suo headquarter di piazza Adriano Olivetti, punta molto sulle due ruote: “Stiamo attivando – spiega il mobility manager Fabrizio Grassi – diverse convenzioni sia per offrire ai nostri dipendenti voucher a prezzi vantaggiosi per lo sharing, sia per acquistare bici elettriche”. Mezzi che, a breve, si potranno ricaricare direttamente in azienda, pianificando gli spostamenti sul “Mobility portal”, una piattaforma a cui accede il lavoratore che vuole avere informazioni, ad esempio, su quale sia il percorso casa-lavoro più green.
In A2a, invece, si riceve un contributo per l’abbonamento al bike sharing o si partecipa alla gara del car pooling: più sono i colleghi a cui dai un passaggio, più buoni benzina ricevi. Una premialità alla base anche del progetto ViviBici di Coop: più chilometri macini in bici, più giga hai da utilizzare come utente del gestore telefonico CoopVoce. Dinamiche che funzionano, spiega Valeria Lorenzelli, consigliera Fiab, la Federazione italiana amici della bicicletta: “Da anni promuoviamo il progetto europeo Bike2Work, in cui premiano le aziende che incentivano i loro dipendenti ad andare al lavoro in bici. È vincente perché, anche finito il gioco, resta la buona abitudine”.
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