

“Abbiamo quasi smesso di fare lavori con il 110%, ormai è un rischio troppo alto”. Nicola Morisano è uno dei tanti imprenditori edili che deve ancora incassare dei soldi, ben 440 mila euro, per i lavori di ristrutturazione degli edifici torinesi. Ma le banche dallo scorso novembre, quando il governo ha di nuovo cambiato le regole del gioco, hanno iniziato a creare difficoltà e a non acquistare più i crediti maturati dalle società di costruzioni. Così Nicola e oltre 50 mila imprese del Piemonte (secondo dati Confartigianto) sono in grossa difficoltà e sperano che Roma intervenga al più presto per sanare una situazione difficile soprattutto per le realtà più piccole.
Nicola aveva 13 anni quando ha preso per la prima volta una cazzuola in mano. La sua è una famiglia che lavora nel business del mattone sotto la Mole da oltre 50 anni. E da anni lui ha una sua azienda, la Edil style costruzioni, una società in nome collettivo, che fattura 400mila euro all’anno. Da quindici mesi, poi, ha aperto anche la Building master srl, che opera solo nel settore delle ristrutturazioni soggette a bonus e che è riuscita a fatturare già un milione e cento mila euro. Sono dei general contractor e cioè si occupano anche della parte amministrativa e burocratica oltre che dell’esecuzione di tutti i lavori. “Dopo anni difficili per il mondo delle costruzioni – ricorda – con l’introduzione del Superbonus ci sembrava iniziata per noi una stagione d’oro. La mia azienda è passata da 3 dipendenti a una decina. Poi il governo ha cambiato per ben 14 volte le norme su questa misura creandoci non poche difficoltà. Lavorare è diventato quasi impossibile”.
La Building master prova ad andare avanti proponendo ai condomini contratti in cui questi si impegnano a pagare di tasca i lavori nel caso la banca non dovesse accettare di acquisire il credito. “Ma sono ben pochi a dire di sì, – afferma l’imprenditore – così di fatto sul fronte bonus siamo un po’ fermi”. Morisano non ce l’ha tanto con lo Stato, ma con chi si è approfittato del sistema. Sono state troppe le truffe. “Mi sono accorto pure io delle storture che giravano nell’ambiente – racconta – c’erano aziende che quando non si dovevano ancora fare i preventivi dettagliati (il calcolo computometrico) presentavano cifre gonfiate rispetto ai costi reali”.
Però ora le regole stringenti messe da Draghi, a suo dire penalizzano anche le imprese oneste, soprattutto quelle più piccole.
“I furbi sono soprattutto tra i grandi gruppi – sostiene Morisano – invece queste nuove norme mettono in ginocchio chi come noi non ha grosse risorse economiche per anticipare il costo dei lavori”. Per aziende come Building master diventa così difficile pagare ingegneri, termotecnici, architetti, le società di controllo nominate dagli istituti di credito che nel frattempo hanno aumentato le loro parcelle.”Si sono poi allungati i tempi – spiega l’imprenditore – Se io fatturo oggi se tutto va bene potrei contrattualizzare entro 3 mesi e mezzo perché devo aspettare che la società di controllo sbrighi tutte le procedure e dia l’ok alla banca. Poi devo attendere l’arrivo dei materiali”. Nella stessa situazione della Building master ci sono tante altre aziende. Secondo Confartigianato Torino sono diverse centinaia di milioni di euro di crediti fiscali stimati (su 1 miliardo e 877 milioni di euro di investimenti ammessi a detrazione in Piemonte a fine aprile 2022) che le imprese devono incassare per aver riconosciuto lo sconto in fattura e che non sono ancora riuscite a monetizzare attraverso una cessione.
“Io stesso conosco realtà che aspettano di incassare 2 milioni di euro e che non sanno quindi come andare avanti”, afferma Morisano. “Il clima che respiriamo – conclude – testimonia una crescente tensione nei rapporti tra banche e mondo delle imprese, che si vedono ormai costantemente negata la disponibilità all’acquisto dei crediti. Una situazione che sta bloccando il nostro settore. Serve il contributo di tutti per riportare serenità e prospettive al comparto dalla casa, che è strategico per il nostro paese”.
Source: torino.repubblica.it
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