

Operatori preoccupati dal giro di vite del governo: «Gli incentivi hanno rianimato il settore»
PIOMBINO. «Non siamo dei truffatori ed il superbonus non è oggetto di truffa come invece lo sono stati altri incentivi, ma resta additato da tutti come il male assoluto dell’edilizia».
Questo lo sfogo di Roberto Nali della ditta MP Esco, che in realtà essendosi mostrato sin dall’inizio diffidente nei confronti del bonus al 90 per cento per il rifacimento facciate (diventato 60 per cento dal 2022) su cui si sono concentrate circa la metà delle frodi totali, ha sempre lavorato col 110 per cento. «Penso che lo stato non intenda più finanziare questi incentivi – sottolinea – ma si trovi nell’imbarazzo politico di dichiararlo apertamente, da qui tutta una serie di norme contraddittorie atte a scoraggiare la gente e a gettare fango su chi ci ha lavorato finora». Sulla base dei dati in possesso dell’Agenzia delle entrate i crediti inesistenti già ceduti ammonterebbero a quota 4,4 miliardi di euro su 38,4 miliardi complessivi e l’incentivo fiscale più utilizzato per frodare è il bonus facciate con una percentuale pari al 46 per cento. A questo seguono eco-bonus (34%), bonus locazioni/botteghe (9%), sisma bonus (8%) ed infine il superbonus (3%). «Come si evince- sottolinea Nali – il 97% erano crediti dove non vi erano le procedure di asseverazione e visto di conformità. Il fatto che ovunque si legga che col superbonus si sia realizzata la truffa del secolo non corrisponde assolutamente al vero». I superbonus prevedono procedure lunghe e cavillose con vincoli precisi e difficili da aggirare, motivo per cui è più raro che diventino oggetto di truffa. Il Governo intanto ha bloccato la cessione multipla di crediti ma, tra gli altri correttivi, starebbe valutando l’adozione di un bollino, una sorta cioè di certificazione di ogni operazione di cessione al fine di ottenerne un tracciamento. «Approvo qualsiasi cosa volta ad impedire le truffe – continua Nali – tuttavia qualora portasse via tre mesi di procedura non servirebbe a contrastare le truffe ma solo a dilatare i tempi delle operazioni finanziarie e bloccare le aziende nel fare lo sconto in fattura. Io credo che sarebbe stato molto più semplice effettuare i controlli, sul Superbonus c’è la data di inizio cantiere con tutta una serie di documenti propedeutici all’apertura dello stesso. Dunque se vogliamo essere certi che il cantiere ci sia, banalmente basta verificare».
Intanto proprio in queste ore è stato firmato il decreto prezzi che stabilisce i nuovi massimali per l’asseverazione delle spese per i bonus edilizi e che, stando agli addetti ai lavori, è un primo passo in avanti. Restano tuttavia altri nodi da sciogliere in fretta perché responsabili di bloccare un intero settore: la norma cessioni multiple, la salva crediti, il bollino e l’ipotesi certificazione SOA per cessioni. Problemi che potrebbero trovare una soluzione a breve. «Sono molto preoccupato – dice Alessio Verrigni, amministratore Edilsottile – sia per i lavori bloccati sia perché abbiamo stilato un planning di due anni interamente dedicato ai bonus edilizi in virtù di una richiesta esagerata. Consideriamo che nell’attimo in cui la banca non compra più i miei crediti mi trovo in una situazione doppiamente drammatica, non potendo né lavorare né riscuotere. Purtroppo paghiamo anche un danno di immagine che non meritiamo e mi chiedo come sia stato possibile realizzare che mancavano ben quattro miliardi solo a fine anno». Ancora una volta la percezione è che siano mancati i controlli e che le maglie della normativa siano state tenute troppo larghe. Ma questa situazione potrebbe incidere anche sul portafoglio del cittadino? «I costi sono già aumentati – continua – l’elevata richiesta di superbonus ha fatto impennare i prezzi delle materie prime, la stessa vernice è aumentata del 7%, in più incide moltissimo il costo dell’energia lavorando su ponteggi elettrici». Ma oggi il futuro del superbonus è più incerto che mai. «Lavorare senza questi bonus – conclude Verrigni – oggi mi sembra molto difficile».
«Ciò che sta accadendo – incalza Lorenzo Camberini, termotecnico dello studio di ingegneria Camberini Tamburini – è svilente per la categoria. Chi ha una deontologia professionale ha sempre operato con professionalità, perciò non si può demonizzare tutti per un qualcosa che si poteva prevedere e che non riguarda il superbonus. Purtroppo – conclude – temo che alla fine verrà penalizzato proprio questo incentivo».
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