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Superbonus 110% e Bonus facciate: il presupposto per la fruizione dei benefici – Lavori Pubblici

Il condominio ha affidato i lavori di manutenzione dell’edificio
tramite interventi di superbonus 110% e bonus facciate. Uno degli
appartamenti ha come proprietà 5/6 la madre appena deceduta (che
aveva la residenza) e 1/6 il figlio (con altro domicilio). È
necessario procedere alla successione per godere delle detrazioni
fiscali?

Superbonus 110% e altri bonus fiscali: la domanda alla posta di
LavoriPubblici.it

Oggi rispondiamo a Sergio S. che pone alla posta di
LavoriPubblici.it una domanda che riguarda la fruizione dei due
principali bonus edilizi messi a punto negli ultimi due anni:

  • la detrazione del 110% delle spese sostenute per il risparmio
    energetico e per la riduzione del rischio sismico
    (superbonus);
  • la detrazione del 90% per il rifacimento delle facciate di
    edifici in zona A o B (bonus facciate).

Superbonus 110% e altri bonus fiscali: le guide dell’Agenzia
delle Entrate

Per rispondere alla domanda sarebbe sufficiente leggere le due
guide messe a punto dall’Agenzia delle Entrate:

Nelle due guide del Fisco viene chiarito chi sono i soggetti
beneficiari delle due detrazioni fiscali e chi ha comunque titolo
per beneficiarne.

Il Superbonus può essere utilizzato:

  • dai condomini, nonché con riferimento alle spese sostenute dal
    1° gennaio 2021, dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio
    di attività di impresa, arte o professione, per interventi su
    edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente
    accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in
    comproprietà da più persone fisiche;
  • dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività
    di impresa, arti e professioni sulle singole unità immobiliari
    (fino ad un massimo di due);
  • dagli Istituti autonomi case popolari (Iacp), comunque
    denominati, nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali
    degli Iacp, istituiti nella forma di società che rispondono ai
    requisiti della legislazione europea in materia di “in house
    providing”;
  • dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
  • dalle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, dalle
    organizzazioni di volontariato e dalle associazioni di promozione
    sociale;
  • dalle associazioni e società sportive dilettantistiche.

Mentre il Bonus facciate può essere utilizzato da tutti i
contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di
reddito d’impresa, che sostengono le spese per l’esecuzione degli
interventi agevolati e che possiedono a qualsiasi titolo l’immobile
oggetto di intervento. In particolare, sono ammessi
all’agevolazione:

  • le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e
    professioni;
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività
    commerciale;
  • le società semplici;
  • le associazioni tra professionisti;
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone
    fisiche, società di persone, società di capitali).

Superbonus 110%: a chi spetta

Nella guida al superbonus 110% l’Agenzia delle Entrate ammette
alla fruizione del beneficio anche i soggetti che possiedono o
detengono l’immobile oggetto dell’intervento in base ad un titolo
idoneo al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento
delle spese, se antecedente il predetto avvio. Si tratta, in
particolare, del proprietario, del nudo proprietario o del titolare
di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o
superficie), del detentore dell’immobile in base ad un contratto di
locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente
registrato, in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da
parte del proprietario nonché dei familiari del possessore o
detentore dell’immobile.

Bonus facciate: a chi spetta

Molto più dettagliata la guida al bonus facciate nella quale
l’Agenzia delle Entrate rileva che per usufruire dell’agevolazione,
i beneficiari devono possedere o detenere l’immobile oggetto
dell’intervento in base a un titolo idoneo, al momento di avvio dei
lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il
predetto avvio.

In particolare, i contribuenti interessati devono:

  • possedere l’immobile in qualità di proprietario, nudo
    proprietario o titolare di altro diritto reale di godimento
    sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • detenere l’immobile in base a un contratto di locazione, anche
    finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, ed essere in
    possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del
    proprietario.

La detrazione non spetta, invece, a chi è sprovvisto di un
titolo di detenzione dell’immobile regolarmente registrato al
momento dell’inizio dei lavori o al momento di sostenimento delle
spese se antecedente, anche se provvede alla successiva
regolarizzazione.

Sono inoltre ammessi a fruire della detrazione, purché
sostengano le spese per la realizzazione degli interventi,
anche:

  • i familiari conviventi con il possessore o detentore
    dell’immobile (coniuge, componente dell’unione civile, parenti
    entro il terzo grado e affini entro il secondo grado);
  • i conviventi di fatto, ai sensi della legge n. 76/2016..

Per questi contribuenti la detrazione spetta a condizione
che:

  • la convivenza sussista alla data di inizio dei lavori o al
    momento del sostenimento delle spese ammesse alla detrazione, se
    antecedente all’avvio dei lavori;
  • le spese sostenute riguardino interventi eseguiti su un
    immobile, anche diverso da quello destinato ad abitazione
    principale, nel quale può esplicarsi la convivenza.

La detrazione, pertanto, non spetta al familiare del possessore
o del detentore dell’immobile quando gli interventi sono effettuati
su immobili che non sono a disposizione (in quanto locati o
concessi in comodato) o su quelli che non appartengono all’ambito
“privatistico”, come gli immobili strumentali all’attività
d’impresa, arte o professione.

Superbonus 110% e altri bonus fiscali: la risposta di
LavoriPubblici.it

Rispondendo al nostro lettore, si può dire che il figlio, avendo
una quota di proprietà (anche minima) dell’immobile, è in possesso
di un titolo idoneo per cui, nel caso sia lui a sostenere le spese
di manutenzione, potrà godere delle relative detrazioni previste
dalla normativa.

Link all’articolo Originale tutti i diritti appartengono alla fonte.

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