

Una proroga che arrivi fino alla fine del 2025, “guadagnando” altri due anni, ma al tempo stesso correttivi che vadano a contrastare lungaggini burocratiche, ovvero quegli ostacoli che potrebbero demotivare la gente e depotenziare uno strumento dalle grandi potenzialità come il Superbonus 110%.
Il rischio di depotenziare il bonus
L’appello di Confcommercio Piemonte arriva forte e chiaro, in un periodo in cui la discussione sugli incentivi per l’edilizia è decisamente di attualità. “Si sta correndo il rischio di vanificare pesantemente il notevole interesse che cittadini ed imprese hanno finora manifestato a favore della misura, per poi optare su altre soluzioni, a partire dal bonus facciate, meno appetibili dal lato dell’agevolazione, ma più accessibili sotto il profilo delle procedure, nonostante siano meno performanti sul versante della riqualificazione del patrimonio edilizio e dell’efficienza energetica“.
Si cerca la via più facile
A risultare penalizzati in modo particolare, secondo Confcommercio, “sono stati gli interventi più complessi, a partire dai grandi condomini, per i quali finora l’accesso al Superbonus di fatto è stato impedito“. Ecco perché si chiede di prorogare il superbonus fino al 31 dicembre 2025. “L’ipotesi allo studio in questi giorni di prorogare la misura al 2023 non è infatti idonea a superare le criticità che hanno determinato questa situazione di stallo“.
“L’esperienza – concludono da Confcommercio – finora registrata attesta che l’incertezza circa la durata dei benefici, insieme alla complessità estrema dell’iter burocratico hanno costituito il freno maggiore per la fruizione della misura“.
Mas.Sc.
Source: lavocediasti.it
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