Widget Image
Posts Popolari
Seguiteci anche su:

HomeCategorieBonus FacciateSuperbonus, continuano le polemiche sul Decreto Antifrode – Lavori Pubblici

Superbonus, continuano le polemiche sul Decreto Antifrode – Lavori Pubblici

Decreto Anti frode e Superbonus
110%
: il D.L. n. 157/2021 continua a far
parlare di sé tra gli addetti ai lavori, e questa volta è l’Ordine
degli Architetti di Milano (OAMI) a lanciare
il grido di allarme contro quello che viene definito come un
intervento a “gamba tesa” sul Superbonus e sugli altri
bonus edilizi.

Decreto Antifrode e Superbonus: il parere di OAMI

Ricordiamo che il Decreto Anti frode:

  • all’art. 1 introduce il visto di conformità
    per tutti i bonus fiscali edilizi diversi dal Superbonus e
    nel caso in cui il Superbonus 110% sia
    utilizzato direttamente in detrazione dal beneficiario (tranne
    che nei casi in cui la dichiarazione è presentata attraverso la
    precompilata o tramite il sostituto d’imposta);
  • richiede l’asseverazione della congruità delle spese sostenute
    da parte di un tecnico

Il Decreto è nato per far fronte all’emergenza sorta quando si è
scoperchiato il vaso di Pandora: oltre 800 milioni di euro
di crediti fittizi
prodotti, una cifra enorme, pari quasi
al 30% dei crediti ceduti e che ha costretto Governo e Fisco a
correre velocemente ai ripari. Come sempre velocità non significa
però efficienza: OAMI sottolinea come non si sia pensato alle
conseguenze pratiche per chi esercita la professione, e, al pari di
altre associazioni del settore, lamenta lo scarso spessore dato al
ruolo dei professionisti, interpellati sempre
troppo poco nella redazione di normative che poi di fatto vengono
applicate dai tecnici.­­

Le questioni aperte secondo l’ordine degli Architetti di
Milano

OAMI mette in evidenza come le nuove disposizioni riguardano
anche lavori già avviati e in corso di
esecuzione, su cui vanno effettuati nuovi adempimenti, a cui
corrispondono nuovi costi da addebitare. Come comportarsi,
considerando che vanno rivisti gli accordi
contrattuali
tra professionisti e committenti?

Tre i dubbi sollevati da OAMI:

  • Modifica degli incentivi=spese più alte
  • Modalità dei meccanismi di ispezione sui progetti già
    assicurati
  • Incertezza sulle caratteristiche delle proroghe inserite nella
    Legge di Bilancio 2022.

Con il primo punto, l’Ordine degli Architetti di Milano fa
presente che il Superbonus 110% è spesso accompagnato da altre
tipologie di detrazione, come il 50% per gli interventi di
ristrutturazione edilizia
o il 90% per il Bonus
Facciate
: il blocco o la modifica su questi incentivi
implicherà un aggravio di costi per i clienti, con conseguenti
discussioni tra professionisti e beneficiari. Da qui potrebbe
derivarne anche il blocco di molti progetti deliberati senza
cantiere avviato, oppure la necessità, ad esempio in caso di
interventi in condominio, di dovere
deliberare nuove spese, allungando i tempi di tutto.

Rispetto ai meccanismi di ispezione previsti sui progetti
già assicurati, secondo l’Ordine, “in una logica di
trasparenza, si ritiene opportuno che il professionista sia
informato sui parametri energetici ed economici che saranno oggetto
di controllo
i”.

Infine, attenzione sulle proroghe che saranno definitivamente
stabilite a fine dicembre con l’approvazione della legge di
Bilancio 2022
. A tal proposito, proprio il Presidente di
OAMI, Federico Aldini ha precisato che “Questo ulteriore
aggravio al carico di lavoro e le continue revisioni, seppur
doverose, stanno di fatto penalizzando i professionisti che, con
sollecitudine, stanno lavorando nell’ambito delle detrazioni
fiscali. Professionisti lasciati soli a fronteggiare molteplici
problemi e a dover rispondere di ritardi causati dalle continue
revisioni al beneficiario, compreso l’incremento dei costi non
previsti”
.

Per tutte queste ragioni, l’OAMI auspica che:

  • le pratiche avviate nel 2021 possano continuare alle stesse
    condizioni previste prima dell’entrata in vigore del Decreto;
  • le proroghe sulle detrazioni sficali legate ai bonus edilizi
    tengano conto delle tempistiche di mercato, che sicuramente hanno
    tempi più dilatati di quelli previsti dal Governo;
  • si apra un canale di comunicazione tra Governo e Rete
    delle professioni tecniche
    , in modo che il dialogo tra chi
    fa le norme e chi le applica sia maggiormente funzionale alle
    logiche del settore dell’edilizia.

Link all’articolo Originale

tutti i diritti appartengono alla fonte.

Rate This Article:
No comments

leave a comment