Decreto Antifrode e
Superbonus: il Consiglio Nazionale degli
Architetti, Paeaggisti, Pianificatori e Conservatori entra
nel dibattito sulla questione delle nuove misure di
controllo sull’utilizzo delle agevolazioni fiscali legate
agli interventi edilizi e lo fa sottolineando le criticità
dell’introduzione della normativa.
Superbonus 110% e Decreto Antifrode: il parere di CNAPPC
Con il D.L. n. 157/2021 sono stati infatti introdotti:
- visto di conformità anche per i beneficiari di
interventi edilizi differenti dal Superbonus (es. Bonus
Ristrutturazione); - asseverazione delle spese sostenute da parte
di un tecnico.
In particolare, con un recente comunicato stampa, CNAPPC
hA sottolineato la necessità di limitare gli abusi connessi
all’utilizzo del Superbonus, ribadendo però allo stesso tempo
che “tempi e modi previsti dal DL antifrode provocheranno
sicuramente numerosi problemi a quei professionisti che sono già
impegnati nei lavori”. Secondo Francesco Miceli, presidente di
CNAPPC, “il meccanismo di gestione dei bonus rischia di
compromettere e di rallentare il lavoro, mentre i costi
aumenteranno, perché le asseverazioni o le modifiche dovranno
essere svolte da professionisti che mettono a disposizione le loro
competenze. Il tutto è per altro aggravato dalla situazione di
incertezza dovuta ai possibili cambiamenti di scenario sia nella
conversione del DL antifrode, che nell’approvazione della Legge di
Bilancio”.
Le criticità rilevate dal Consiglio Nazionale Architetti
Paesaggisti Pianificatori e Conservatori
Tra i punti critici segnalati da CNAPPC con l’introduzione del
D.L. n. 157/2021:
- l’incertezza nel settore legata alle scadenze
delle varie tipologie di bonus che saranno rese
note solo a fine anno, quando sarà approvata la Legge di
Bilancio 2022; - la necessità di rinegoziare i contratti con i
committenti, a causa dei nuovi adempimenti
obbligatori, con la possibilità, neanche troppo remota,
che nascano contenziosi tra imprese, contribuenti e
professionisti. - l’insorgere di problemi connessi con gli inevitabili ritardi
nei pagamenti relativi alla cessione del credito
dovuti al necessario tempo tecnico, con la conseguenza di generare
serie difficoltà di liquidità a professionisti e imprese.
“La nostra pressante richiesta – conclude Miceli –
è che queste e le altre criticità, che quotidianamente si
riscontrano e che avranno gravi ripercussioni sull’attività dei
liberi professionisti, vengano affrontate in sede di conversione
del DL, escludendo tutti i contratti in essere nel 2021 dalla nuova
normativa antifrode”.
Source: lavoripubblici.it
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