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Superbonus, massimali aumentati del 20% per materie prime e inflazione – La Stampa

Il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha firmato il decreto che fissa i tetti massimi per gli interventi del Superbonus 110%. I massimali aggiornano quelli già vigenti per l’Ecobonus, aumentandoli almeno del 20% in considerazione del maggior costo delle materie prime e dell’inflazione.

«Con questo decreto – commenta il ministro – si completa l’operazione che sta portando avanti il Governo ponendo un freno all’eccessiva lievitazione dei costi e riportando il Superbonus a un esercizio ragionevole che tuteli lo Stato e i cittadini venendo incontro alle esigenze del settore e dell’efficientamento energetico». 

I massimali, che saranno rivisti annualmente, spiega una nota del ministero, «non sono omnicomprensivi in modo da tener conto dell’eterogeneità dei possibili interventi, e pertanto sono stati esclusi Iva, gli oneri professionali e i costi di posa in opera. Per tutti i costi non previsti nel Decreto si farà riferimento ai prezzari predisposti dalle Regioni e dalle Province autonome o ai listini delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura competenti o ai prezzari della casa editrice Dei. Per queste voci, al fine di evitare speculazioni – conclude la nota del Mite – sarà comunque indispensabile l’asseverazione della congruità della spesa da parte di un tecnico abilitato».

Le altre novità invece non arriveranno più per emendamento dal decreto Milleproroghe, come prospettato nei giorni scorsi. Il meccanismo avrebbe richiesto i tempi lunghi di conversione del decreto per l’entrata in vigore. Così il governo ha deciso di introdurre le modifiche all’attuale normativa con il prossimo decreto, in arrivo prima della fine settimana. Sarà lo stesso provvedimento contro il caro energia con il quale si conta di alleggerire le bollette.

Le ultime ipotesi confermano le linee di intervento anticipate dal ministro dell’Economia, Daniele Franco. Ogni operazione sarà tracciata dall’inizio alla fine. Per questo è in arrivo un codice identificativo, di fatto una sorta di bollino che accompagnerà le diverse cessioni, che consentirà di risalire a tutta la filiera. Uno stratagemma che, insieme all’asseverazione, al visto di conformità sull’adeguatezza dei prezzi e al controllo preventivo dell’Agenzia delle Entrate (che ha cinque giorni di tempo per rispondere), consentirà di evitare il meccanismo di truffe miliardario che ha interessato anche altri bonus, come quello per le facciate.

Si allargano poi le maglie per consentire la cessione del credito più volte, mentre ora la norma ha ristretto il tutto ad una sola possibile cessione. La nuova soglia prevede invece la possibilità di tre passaggi di mano, ma solo se questi avvengono attraverso canali certificati, sicuri, come quelli bancari. Chiaro che anche i nuovi paletti fissati per i prezzi, pur prevedendo un aumento del 20% rispetto al passato, fissano una soglia che limita le speculazioni che invece, in alcuni casi, hanno visto lievitare i costi con prezzi non giustificabili dal caro-materie prime. Tra l’altro va segnalato che il ministro ha accolto le richieste che arrivavano dalle imprese di non considerare le nuove soglie omnicomprensive per tener conto dell’eterogeneità dei possibili intervento: sono così esclusi l’Iva, gli oneri professionali e i costi di posa in opera. 

Source: lastampa.it

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